Stoccolma, perla sul Mar Baltico

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stockholm_flag.jpgNome: Stockholm
Stato: Svezia
Provincia: Uppland
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Altitudine media: 15 m s.l.m.
Superficie: 190 km2
Popolazione: 798mila abitanti
Moneta: Corona Svedese (1 € = 9,5 SEK)
Simboli nazionali: cavallo Dala, alce

Consigli utili:

- Comprare prima possibile la "Stockholm card", abbonamento valido per quasi tutti i mezzi pubblici (tram, bus, metro) molto utile ed economica per spostarsi in città, e per visitare la maggior parte dei musei.

- con la "Stockholm card" si può visitare alcuni musei gratuitamente, altri usufruendo di uno sconto.

- stagione ideale: l’estate è senz’altro il periodo migliore, ma a chi sia affascinato dal ghiaccio e dalle luci sfavillanti consigliamo anche il mese di dicembre.

- la vita è cara. In Svezia gli stipendi sono in media più alti che da noi, ma la vita (almeno a Stoccolma) è molto più cara. Una pinta di birra, per esempio, quasi 5 €.

- i "Systembolaget", i negozi autorizzati a vendere alcolici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18. Per comperare alcolici bisogna avere almeno 20 anni.

- non occorre passaporto

- Aeroporti: Arlanda (40 km), Bromma (centro, ma utilizzato da compagnie nazionali più piccole), Skavsta (90 km, scalo per Ryanair).

- pochi contanti. Anche il caffè si può pagare con la carta di credito!

- essendo la vita molto cara, per chi non intende spendere molto, sarà necessario adattarsi ad un alloggio meno confortevole ma più economico come gli ostelli della gioventù. Numerosi sono però anche gli alberghi e i Bed&Breakfast.

Cose da non perdere:

- Palazzo Reale

- Gamla Stan

- Sveriges Riksdag (Parlamento)

- Storkyrkan

- Moderna Museet

- Vasamuseet

- Skansen

- Stadshuset (Municipio)

- National Museum

- Kungliga Operan

- Kulturhuset e Stadsteatern

- Stureplan

- Nordiska Museet

- Kaknaes Tornet

Specialità:

- Smorgasbord (buffet svedese)

- Polpette di renna

- La tentazione di Jansson

- Gravad lax

Alloggio: 2 Kronor Hostel, Gamla Stan, Stockholm.

Una pioggerellina leggera ci ha accolto a Stoccolma all’alba del 25 febbraio 2008. Erano le sei e un quarto di mattina. Le prime saracinesche si alzavano nei centri commerciali, le prime auto solcavano le strade, e dalle finestre cominciava a filtrare una debole e incerta luce. Cinque amici, cinque intrepidi studenti universitari di Padova iniziavano così il loro viaggio alla scoperta di Stoccolma, capitale del Regno di Svezia.

Arrivati con volo Ryanair alle quattro (in ritardo di cinque ore) all’aeroporto Skavsta, i baldi giovani salirono sul primo bus navetta che collega lo scalo alla capitale distante 90 km. Li attendeva un’altra ora e mezza di viaggio tra le inquietanti e buie foreste di conifere. Giunti nel cuore di Stoccolma, la prima cosa da fare era guadagnare un tetto, e magari delle calde coperte e un soffice materasso montati su un letto a castello: tutto rigorosamente Ikea.

L’entusiasmo era alle stelle, ma in pochi minuti la stanchezza vinse i nostri giovani. Dopo una dormita di un paio d’ore, la prima colazione in suolo svedese era d’obbligo prenderla in un locale tipico, o quasi.

Subito gli studenti italiani capirono che gli Svedesi mangiano come i tedeschi e come tutti i popoli nordici: salse, salsette, salsine a condire una pietanza altrimenti insipida, sandwiches e affettati "freschi" in confezioni di plastica, caffè a "caraffate" orfano della cremina dell’espresso italiano, burro, e muffins a salvare uno stomaco che si contorce. Tra gli scaffali dei supermarket niente alcol: o meglio, solo bevande con meno di tre gradi. In Svezia, infatti, a causa dell’alto tasso di alcolisti e di suicidi, l’alcol è monopolio di Stato. Pertanto, lo si trova nei negozi autorizzati, esattamente come le sigarette in Italia.

Ma ritorniamo a noi. I nostri giovini, quindi, dopo aver speso un fottio di corone per una colazione poco soddisfacente, decisero di dare uno sguardo veloce alla città. La pioggia li accompagnava in ogni spostamento, ma la città rimaneva comunque molto bella e affascinante. Il Palazzo Reale (Kungliga Slottet), il Parlamento (Sveriges Riksdag), le strette vie e le case tipicamente tedesche conquistarono subito gli studenti che girarono in lungo e in largo l’isola originaria, dove mille anni fa pullulavano le barche, e dove oggi sorge Gamla Stan, la città vecchia.

Stoccolma è storicamente una città commerciale, e ha intrattenuto notevoli rapporti con le città tedesche della Lega Anseatica. Fondata nel 1252 da Birger Jarl, Stoccolma è bagnata dalle acque del lago Malaren, una profonda insenatura del Baltico e si sviluppa su un arcipelago di circa 14 isole. Dati i frequenti scambi con le popolazioni germaniche, la popolazione è molto varia: persone di colore si mischiano senza problemi tra tedeschi, finnici e svedesi. Si capisce, dunque, come la cultura sia una via di mezzo tra quella tipicamente nordica e quella tedesca. Dopo numerose guerre e battaglie con i vicini Danesi, gli Svedesi conquistarono l’indipendenza e diedero vita ad una monarchia tutt’oggi esistente. I suoi poteri però quasi annullati visto che oggi il re e la regina di Svezia detengono solo compiti di rappresentanza. in quanto lo Stato è una monarchia costituzionale con parlamento unicamerale. Inoltre, la Svezia non è uno stato laico. Dal 1523, infatti, anno in cui divenne re Gustavo Vasa, i monasteri sparirono dalla faccia del regno e la dottrina luterana divenne religione di Stato.

La città subì poi, diverse devastazioni a causa di vari incendi. Nel 1625 venne distrutta una parte intera della città; nel 1697 un incendio distrusse il castello Tre Kronor, il Palazzo reale. Infine, le guerre e le carestie del ‘700 lasciarono il segno, ma non vinsero l’animo degli abitanti che, grazie sia all’imponente immigrazione sia alla natura commerciale della città, riconsegnarono Stoccolma allo splendore dell’epoca barocca. Arte, musica e teatro rivitalizzarono la capitale, e si moltiplicarono palazzi e residenze in stile barocco e neo-gotico. Insomma, Stoccolma si configura come una città tranquilla; un crogiuolo di razze ed espressione di diversi stili artistici.

A nord di Gamla Stan si trova la city, il centro economico e sociale della città. Il Kulturhuset e lo Stadsteatern con l’Opera Reale danno sfarzo ad una zona ricca di vetrine sfavillanti. Curioso è sicuramente l’obelisco di vetro di Edvin Oehrstroem a Sergels Torg, ma ancora più curioso, e soprattutto deludente è il fatto che dei turisti italiani che escono di sera in un locale a Stoccolma siano costretti a bere birra Peroni a causa dei prezzi assurdi delle birre autoctone. Bevuta quasi con disgusto la solita birra italiana, e incuranti delle facce poco rassicuranti che si aggiravano per i sobborghi di Stoccolma verso mezzanotte, i nostri baldi giovani decisero di visitare il Globen, l’edificio sferico più grande al mondo do ve si tengono ogni anno campionati di hockey sul ghiaccio e altri sport. Era necessario fare di corsa poiché la metropolitana (Tunnelbana) chiudeva all’1 (al venerdì e al sabato rimane aperta fino alle 3:30). La cosa che più colpì i nostri turisti fu, comunque, la pulizia dei vagoni e delle stazioni, e l’efficienza dei mezzi sempre puntuali. A parte qualche copia del quotidiano gratuito Metro sparsa in giro, per il resto tutto rispondeva a canoni di ottima efficienza e pulizia. Perfino gli angoli più bui delle stazioni sono decorati con ambientazioni che rimandare la mente all’antica Grecia, Poi volendo, si può sempre ritrovarsi nel bel mezzo di un corridoio chiuso adibito a vespasiano, ma queste cose ci sono in tutte le città!

Il giorno successivo fecero visita alla cattedrale di Stoccolma, Storkyrkan, da cui il riformatore Olaus Petri diffuse il messaggio luterano attraverso il regno. Questa chiesa in stile tardo-gotico, adiacente al Palazzo Reale, sorge proprio sul luogo dove Birger Jarl costruì le prime abitazioni di Stoccolma. Quindi, i giovani presero il bus che in pochi minuti li portò in una delle zone più tranquille della città: Blasiehomen e Skeppsholmen. Queste due aree si contraddistinguono per la concentrazione di grandi e interessantissimi musei: dal National Museum, al museo d’arte moderna (Moderna Museet), dallo Skansen (il museo all’aperto fondato nel 1891 per tramandare le antiche tradizioni e dove trova posto anche uno zoo con molti animali tipici della Scandinavia), al Vasamuseet, il museo dedicato al vascello più imponente e più fragile mai costruito dalla marina svedese. Il Vasa, infatti, era la nave da guerra più potente al mondo. Costruita nel 1628 e dedicata al re Gustavo Adolfo II, a causa di un sovraccarico sbilanciato si inabissò nel viaggio di inaugurazione dopo aver percorso solo 1300 metri. Non è possibile visitare tutti questi musei in un giorno, infatti, i nostri giovani hanno scandito le varie visite in due giornate. Il primo giorno visitarono il Moderna Museet, il National Museum e il Municipio (edificio costruito con 8 milioni di mattoni rossi dove vengono consegnati ogni anno i Premi Nobel). Il secondo giorno, invece, andarono allo Skansen, al Vasa Museet, e per concludere la giornata da turisti modello, nonostante le vertigini di qualcuno, non rinunciarono ad una puntatina alla Kaknaes Tornet: una torre alta 155 metri dalla quale si può ammirare un paesaggio stupendo. Da lì pare di avere l’intera città sul palmo della mano, mentre l’orizzonte spazia dalla parte opposta fino ai canali che conducono le navi da crociera al Mar Baltico. Visita consigliata nelle giornate limpide e/o durante il tramonto.

Ricca di musei, Stoccolma offre anche una vasta gamma di locali notturni dove potersi divertire. C’è solo un piccolo grande problema: se non hai compiuto 25 anni in alcuni locali non ci metti piede! Oltre ad essere molto severi (e molto cari!) sulla questione alcol, in Svezia sono rigidi anche su questo. Ogni locale ha i propri buttafuori all’uscita e, se non sei vestito ad hoc, se non hai 25 anni (nelle semplici birrerie basta averne 18), o se il locale è già abbastanza pieno, puoi scordarti di andare a ballare. Niente sconti per nessuno! Due dei nostri amici, infatti, hanno vissuto sulla pelle quest’esperienza, e hanno camminato a lungo prima di trovare una birreria pronta ad accogliere le loro ordinazioni, e a ricevere una quarantina di corone per pinta!

Rientrati all’ostello e svegliate con gran chiasso le amiche già addormentate, i due baldi giovani che seguirono a lungo due belle autoctone, si abbandonarono al cuscino.

Il giorno successivo era già l’ultimo di quel bel viaggio. Era d’obbligo fare shopping, e visitare i terrazzini panoramici della città dove scattare foto ricordo. Le tre ragazze dell’allegra combriccola si sono sbizzarrite a visitare i negozi della H&M e a comperare le Cheap Monday, i famosi jeans a foggia stretta stretta che vanno molto di moda, e che in Svezia sono sicuramente più "cheap" che in Italia.

Dopo un pranzo veloce, i cinque raggiunsero la stazione centrale dove avevano un biglietto per il bus navetta che li avrebbe riportati all’aeroporto Skavsta di Nykoping. E il paesaggio che già intravidero di notte coperto da una coltre di nebbia, si presentò all’imbrunire risvegliando le stesse emozioni dell’andata. Inquietudine e smarrimento di fronte ad una simile distesa pianeggiante di erba e conifere, intervallata qua e là da case isolate o da piccoli villaggi, agglomerati di cubi variamente composti e colorati, ma tutti rigorosamente in stile Ikea.

Alla Ryanair il compito di rimpatriare i cinque studenti. Compito adempiuto senza problemi o imprevisti.