Solidarietà per la Birmania

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Messaggio dalla Birmania:

Grazie per il vostro messaggio di solidarieta’.

Capisco il vostro sconforto: ma dobbiamo credere nell'amore di Dio anche in questi tempi neri...grazie per la vostra offerta di sostegno economico, se ci riesci fai qualche raccolta che poi pensiamo a come trasferirli (ovviamente fuori dai circoli governativi)qualunque somma e' accetta. verra poi comunquedevoluta in loco attraverso organizzazioni non governative che sappiamo lavorare fattivamente nella zona colpita.

Noi ed il personale della ….. stiamo tutti bene: a Yangon i danni sono stati piu che altro materiali con poche vittime.

Dal momento che i nostri uffici si trovano in zona con molta vegetazione, abbiamo avuto grosse difficolta’ di comunicazione  a causa della caduta di diversi alberi i quali hanno interrotto linee elettriche e telefoniche.

 

Questa e’ stata la prima volta nella storia della Birmania che un Uragano colpisce il Paese e conseguentemente non erano preparati a nessun livello.

La zona maggiormente colpita dall’ uragano si trova a sud, nel Delta, dove a causa della natura fertile del terreno esistono grosse comunita’ agricole, con insediamenti in maggioranza molto modesti,  in capanne di bambu e legno, che la forza del ciclone ha spazzato via facilmente.

La zona del Delta ha collegamenti terresti limitatissimi ed usufruisce invece di una fitta rete di canali fluviali, per spostamenti, approvigionamenti e commerci. Dopo l’uragano, tutti questo e’ stato distrutto e conseguentmente si hanno enormi difficolta’ per inoltrare gli aiuti.

 

Yangon ha perso molti dei suoi alberi e l’infrastruttura elettrica e’ stata duramente provata, ciononostante gli alberghi operano normalmente.

Tutte le zone turistiche ed  il resto del Paese sono praticabili normalmente e non sono stati toccati dall’ uragano. Anche i maggiori centri balneari sulla costa, come  Ngwe Saung ed altri, non hanno subito alcun danno, cosi’ come tutta la zona ovest del Delta.

 

Da notare che in Birmania il traffico turistico cala enormemente da maggio a meta’ luglio e conseguentemente l’uragano non incidera’ piu’ di tanto sull’

arrivo dei turisti vista appunto la bassa stagione. 

Tra un paio di mesi tutto sara’ tornato alla normalita’ e conseguentemente sarebbe opportuno non smobilitare piani e programmazioni  gia’ in atto o in procinto d’essere confermati.

Piuttosto, crediamo che la Birmania abbia bisogno di solidarieta’ nel non vedersi nuovamente isolata in modo da poter uscire da questa nuova crisi con

il proprio lavoro. Sarebbe anche opportuno operare un’iniziativa di turismo solidale verso la Birmania nella quale il tour operator si fa promotore di viaggi in Birmania dove nella quota di partecipazione viene incluso un contributo alla ricostruzione, (di usd x per persona) , ed inoltre sensibilizzare i partecipanti perche’ volontariamente portino vestiti usati e medicine.

Il turismo e’ sicuramente una delle poche realta’ che operano al di la’ di politica e corruzioni, portando beneficio diretto alla popolazione, e promuovere il turismo e’ quindi un altro modo per aiutare  la Birmania in questo tempo difficile.

Inoltre potresti spingere perche i vari T.O. non abbandonino la destinazione ma che anzi fosse confermata la fermata su Yangon in modo da portare lavoro che e’ l'aiuto piu importante che si possa dare.

Il popolo ha bisogno di lavoro e non di chiacchiere. Considera che le nostre guide ci chiamano per chiederci contributi per dar da mangiare alle proprie famiglie....e si parla di politica. Ora ci stiamo organizzando e cercheremo di creare dei canali validi per gli aiuti che non devono finire con l'emergenza ma che incominciano con la ricostruzione per quelli che sopravvisuti non hanno piu' nulla.

 

un abbraccio da Yangon

 

 Messaggio inserito da:

Rinaldo Bertoletti ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

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